Come aiutare il bambino ad affrontare una delusione
La gita promessa salta per la pioggia. L'amichetto alla fine non può venire a giocare. Il carretto dei gelati se n'è appena andato. La delusione è una compagna inevitabile dell'infanzia, e vedere il viso di tuo figlio che si incrina è davvero difficile. Eppure aiutarlo ad affrontare le delusioni è una delle cose più preziose che puoi fare, perché un bambino che riesce a superare un dispiacere e ad andare avanti sta costruendo una vera resilienza.
Resisti alla voglia di aggiustare tutto
Quando i nostri figli sono delusi, il primo istinto spesso è far sparire la brutta sensazione: promettere un'altra sorpresa, correre a un piano alternativo o spiegare a lungo perché in fondo non importa. Nasce dall'amore, ma può mandare un messaggio poco utile: che la delusione è insopportabile e va cancellata subito.
In realtà provare delusione e uscirne è una capacità che vale la pena allenare. Se smussi ogni dispiacere, tuo figlio non impara mai che può superarne uno. Quindi il primo passo, un po' controintuitivo, è lasciare che l'emozione esista invece di risolverla all'istante.
Riconosci l'emozione con sincerità
Comincia dando un nome a quello che prova tuo figlio e accogliendolo, senza sminuirlo. «Non vedevi l'ora di andare al parco, e adesso è chiuso. È proprio una delusione.» Nota che non stai dicendo «pazienza» o «non importa», perché per tuo figlio importa eccome. Sentirsi capiti aiuta l'emozione a calmarsi molto più in fretta che sentirsi convincere a lasciarla andare.
Evita la tentazione di convincerlo con la logica a non essere triste. Un bambino deluso non è in vena di ragionamenti. Ha bisogno di sentire che lo capisci. Quando si sente ascoltato, di solito la tempesta si ammorbidisce da sola.
Calma e stabilità
Tuo figlio guarda te per capire quanto sia grave la cosa. Se mantieni affetto e tranquillità, gli mostri che la delusione, per quanto brutta, si può gestire e passa. Siediti con lui, offri un abbraccio se lo vuole e lascia che l'onda passi. Non serve parlare tanto. La tua compagnia calma dice più di qualsiasi parola.
Cerca di non trasformare la sua delusione in una tua emergenza. I bambini sono bravissimi a prendere in prestito la nostra stabilità, quando possiamo offrirla.
Mostra come affronti tu le delusioni
I bambini imparano a gestire i dispiaceri guardando gli adulti intorno a loro. Quando qualcosa non va come volevi, lascia che tuo figlio ti veda affrontarlo bene. «Uffa, ci tenevo che andasse bene. Che delusione. Pazienza, adesso penso a cosa fare invece.» Gli stai mostrando tutto il percorso: sentire la delusione, darle un nome e poi andare avanti. Quell'esempio dal vivo insegna più di qualsiasi predica.
Accompagnalo con dolcezza verso il dopo
Solo dopo che tuo figlio ha avuto lo spazio per sentire la delusione, puoi aiutarlo a spostarsi verso cosa fare. Fatelo insieme, invece di pensare tu al posto suo.
- «Il parco è chiuso. Chissà cos'altro potremmo fare di divertente?»
- «Il gelato adesso non si può. Pensiamo a qualcosa di bello da aspettare?»
Così impara un ritmo prezioso: prima si sente, poi si trova una strada. Non avere fretta per questo secondo passo. Se salti troppo presto alle soluzioni, tuo figlio sente che il suo dispiacere è stato messo da parte. Prima il conforto, poi la soluzione.
Lascia che si alleni con le piccole delusioni
Non puoi, e non dovresti, proteggere tuo figlio da ogni delusione. Anzi, i piccoli dispiaceri di tutti i giorni, affrontati con il tuo sostegno, sono un ottimo allenamento per quelli più grandi. Va bene che si senta dire di no, che aspetti, che ogni tanto rinunci a qualcosa. Ogni delusione gestibile, accolta con il tuo calore stabile, aumenta un po' la sua tolleranza.
Cerca anche di non fare promesse esagerate per evitare le lacrime. Le promesse vaghe che poi saltano creano più delusione di un sincero «forse, vediamo» detto fin dall'inizio.
Aspettative realistiche per la sua età
Un bambino di uno o due anni non ha quasi nessuna capacità di gestire la delusione e va in crisi per cose minuscole. È del tutto normale. A quattro o cinque anni molti bambini riescono a reggere un po' meglio e a riprendersi più in fretta, anche se le emozioni grandi affiorano ancora. I progressi sono irregolari, e un bambino stanco, affamato o malato farà più fatica. Valutare tuo figlio in base alla sua età, invece di aspettarti una compostezza da adulto, tiene gentili anche le tue aspettative.
Quando la delusione sembra troppo pesante
La delusione normale, anche un dispiacere teatrale per piccole cose, fa parte dell'infanzia. Vale la pena parlarne con il pediatra se tuo figlio sembra triste o senza speranza in modo persistente, se anche piccoli dispiaceri provocano un disagio estremo e duraturo, se l'umore basso resta per settimane o se comincia a incidere su sonno, alimentazione, gioco o amicizie. In questi casi chiedere un consiglio è sensato e premuroso.
Il cuore della questione
Non stai cercando di risparmiare a tuo figlio ogni dispiacere, cosa che lo lascerebbe impreparato alla vita. Lo stai aiutando a imparare che la delusione fa male, passa, e che può attraversarla. Ogni volta che accogli l'emozione, mantieni la calma e poi accompagni con dolcezza verso il dopo, gli consegni una capacità che userà per tutta la vita.
Punto chiave: Non correre ad aggiustare: riconosci la delusione con sincerità, mantieni la calma mentre l'emozione passa e solo dopo accompagnalo con dolcezza verso cosa fare.
American Academy of Pediatrics, HealthyChildren.org: Building Resilience