Come aiutare un bambino ansioso e pieno di preoccupazioni

Le domande della sera ricominciano. «E se scoppia un incendio? E se non torni? E se il cane mi morde?» Oppure tuo figlio si aggrappa a te sulla porta del nido, con il mal di pancia, senza riuscire a dire perché. La preoccupazione è una parte normale dell'infanzia, e quasi tutti i bambini attraversano periodi ansiosi. Ma quando le preoccupazioni si fanno rumorose, vuoi aiutarlo. Aiutare un bambino ansioso comincia dal capire che l'ansia non si smonta con le discussioni: è un'emozione da accogliere con calma e con un coraggio tranquillo.

Capire cos'è la preoccupazione

L'ansia è il sistema d'allarme del cervello che fa il suo lavoro, a volte con un po' troppo entusiasmo. Serve a tenerci al sicuro segnalando un possibile pericolo. Nei bambini questo sistema sta ancora imparando cosa merita davvero un allarme, quindi può scattare per cose che non sono davvero minacciose: il buio, un ragno, una situazione nuova, il distacco da te.

La preoccupazione può presentarsi come domande e bisogno di stare attaccato, ma anche come mal di pancia, mal di testa, sonno disturbato, irritabilità o evitamento. Riconoscere questi segnali come ansia, invece che come capricci o cattivo comportamento, ti permette di rispondere con calore invece che con frustrazione.

Prima ascolta, poi aggiusta

Quando tuo figlio ti confida una preoccupazione, l'istinto spesso è rassicurarlo in fretta: «Non dire sciocchezze, non c'è niente di cui aver paura». Con le migliori intenzioni, ma il bambino può sentirsi liquidato e ancora più solo con la sua paura. Ascolta invece e accogli prima l'emozione. «Mi sembra una preoccupazione grande. Raccontami meglio.» Essere ascoltati davvero rimpicciolisce una preoccupazione più che essere convinti del contrario.

Quando tuo figlio si sente capito, puoi aggiungere con delicatezza un po' di prospettiva, ma in modo leggero e sincero, senza liquidare tutto. Lo scopo non è dimostrare che la preoccupazione è sbagliata, ma aiutarlo a sentirsi accompagnato e un po' più coraggioso.

Non esagerare con le rassicurazioni

Questo sorprende molti genitori. Rispondere sempre alla stessa domanda ansiosa, «Ma vieni davvero a prendermi? Prometti? Prometti davvero?», può in realtà alimentare la preoccupazione, perché il sollievo dura poco e il cervello vuole presto un'altra dose. Le rassicurazioni infinite insegnano all'ansia che a quella domanda bisogna rispondere ogni volta.

Rispondi invece una volta, con calma e sicurezza, poi aiuta tuo figlio a tollerare l'incertezza. «Ti ho detto che ci sarò, e ci sarò. So che ti senti un po' in bilico. Puoi farcela con questa sensazione.» Così si allena il muscolo del farcela, che gli serve molto più di un conforto continuo.

Sostieni i piccoli gesti di coraggio

L'ansia restringe il mondo di un bambino spingendolo a evitare le cose che teme. La strada per tornare indietro è un'esposizione delicata e graduale: affrontare la preoccupazione a piccoli passi gestibili, con il tuo sostegno. Se tuo figlio ha paura dell'acqua, potreste cominciare a giocare sul bagnasciuga, poi con l'acqua alle caviglie, poi un po' più in là, festeggiando ogni passo coraggioso.

Evita i due estremi. Non buttarlo all'improvviso nel profondo della sua paura, cosa che può travolgerlo. Ma non lasciargli nemmeno evitare tutto, perché evitare fa crescere la paura. Il punto giusto è una serie di piccole sfide, scelte insieme a lui, che lo mettano alla prova quel tanto che basta. Ogni successo insegna al cervello che la cosa temuta, alla fine, si poteva affrontare.

Mostra calma e capacità di farcela

I bambini prendono da te gli spunti emotivi. Se riesci a mantenere calma e senso pratico davanti alla sua preoccupazione, e alla tua, gli mostri che l'ansia si può gestire. Lascia che ogni tanto ti veda affrontare un momento che ti mette agitazione: «Questa telefonata mi agita un po', quindi faccio un respiro e la faccio».

Cerca di non lasciare che la tua preoccupazione per la sua preoccupazione prenda il sopravvento. Quando tratti una situazione nuova come sicura e interessante invece che pericolosa, è più probabile che lo faccia anche tuo figlio.

Piccoli aiuti di tutti i giorni

  • Tieni le routine prevedibili, perché la familiarità abbassa l'ansia.
  • Proteggi il sonno, perché la stanchezza peggiora la preoccupazione.
  • Provate insieme un semplice strumento per calmarvi, come il respiro lento dell'«annusa il fiore, soffia sulla candelina».
  • Riserva un breve «momento delle preoccupazioni», così l'ansia non si allarga a tutta la giornata.
  • Tieni nella giornata un po' di gioco attivo all'aperto, che aiuta a regolare le emozioni.

Quando chiedere più aiuto

Le preoccupazioni di tutti i giorni sono una parte normale e sana del crescere. Vale la pena parlarne con il pediatra se l'ansia di tuo figlio è intensa, dura settimane e si mette di mezzo nella vita di tutti i giorni, come dormire, mangiare, andare al nido o a scuola o vedere gli amici. Chiedi un parere anche se la preoccupazione arriva con frequenti sintomi fisici, un netto calo dell'umore, o se tuo figlio dice di non voler più esserci. Esistono aiuti efficaci, e chiedere presto spesso rende tutto più facile. Tuo figlio lo conosci meglio di chiunque, e fidarti di quell'istinto è esattamente la cosa giusta.

Tenere insieme tutto

Non stai cercando di creare un bambino che non si preoccupa mai. La preoccupazione fa parte dell'essere umani, e un bambino che impara ad affrontarla diventa più coraggioso e capace. Ricorda l'equilibrio: accogli l'emozione, resisti alle rassicurazioni infinite e sostieni piccoli passi costanti verso le cose che lo spaventano. Con la tua compagnia calma e paziente, quasi tutti i bambini preoccupati ritrovano a poco a poco il loro coraggio.

Punto chiave: Ascolta e accogli prima la preoccupazione, rispondi una volta sola alle domande ansiose invece che all'infinito e sostieni piccoli passi coraggiosi verso ciò che teme, così tuo figlio impara che la preoccupazione si può affrontare.

NHS, Anxiety disorders in children

American Academy of Pediatrics, HealthyChildren.org: Emotional Wellness