Osservare gli insetti con i bambini senza toccarli
Una fila di formiche che attraversa il vialetto può inchiodare sul posto un bambino piccolo, e ha tutte le ragioni. I piccoli animaletti sono il soggetto perfetto per un giovane naturalista: sono ovunque, sono indaffarati e hanno proprio la misura giusta per incuriosire senza spaventare. L'istinto di un bambino di due anni, però, è afferrare, e un insetto afferrato spesso finisce schiacciato. L'arte gentile che gli stai insegnando è guardare da vicino lasciando l'animale illeso, cosa buona per l'insetto e buona per tuo figlio.
Perché guardare è meglio che catturare
Un insetto catturato smette di fare le cose interessanti. Chiuso in un pugnetto caldo o in un barattolo si agita, si nasconde o muore, e tuo figlio non vede niente della sua vita vera. Lasciata in pace, quella stessa formica trascina una briciola dieci volte più grande di lei, il porcellino di terra se ne va sotto un tronco e l'ape lavora con metodo di fiore in fiore. Insegnare a osservare gli insetti senza toccarli vuol dire che lo spettacolo continua, e intanto tuo figlio allena la pazienza e l'attenzione. È anche una prima lezione di rispetto per le piccole creature, che sta alla base di ogni amore per la natura.
Dove trovare i piccoli animaletti
Raramente bisogna andare lontano. Le formiche marciano nelle crepe del marciapiede, coccinelle e afidi si radunano sulle piante, i ragni tessono tele negli angoli, chiocciole e lumache spuntano dopo la pioggia, api e farfalle visitano qualsiasi aiuola fiorita. Per una caccia più ricca, solleva con delicatezza un tronco, un sasso grande o un vaso: lì sotto, al fresco e al buio, si riparano porcellini di terra, lombrichi e coleotteri. Mostra a tuo figlio come sollevare piano e, cosa importante, come rimettere tutto esattamente com'era: quel tronco è il tetto di un'intera piccola comunità.
Guardare da vicino in sicurezza
Stare vicini non significa toccare. Accucciatevi insieme e guardate all'altezza dell'insetto, dove succede tutto. Una lente d'ingrandimento economica rende l'attività magica: tuo figlio vede zampe, occhi e colori che altrimenti gli sfuggirebbero, e intanto ha le mani occupate e lontane dall'animale. Un vasetto trasparente appoggiato piano sopra un animaletto lento, oppure un barattolino con il coperchio a lente, permette di studiarlo da vicino per un minuto prima di sollevare il vasetto e lasciarlo andare. La regola è facile da insegnare: occhi e lente si avvicinano, le dita restano indietro.
Cosa notare insieme
Dai a tuo figlio delle cose da cercare, così lo sguardo ha uno scopo. Contate le zampe, che dicono molto: gli insetti ne hanno sei, i ragni otto, porcellini di terra e millepiedi molte di più. Notate colori e disegni, se ha le ali, come si muove, se è veloce o lento. Guardate cosa sta facendo: mangia, trasporta qualcosa, costruisce, si nasconde? Seguite una formica e scoprite dove porta la sua scia. Chiediti ad alta voce dove vive quell'animaletto e cosa sta cercando. Queste domande fanno crescere linguaggio e osservazione, e tengono tuo figlio concentrato molto più a lungo di una presa al volo.
Mani gentili fin dall'inizio
Con il tempo tuo figlio potrà tenere in mano qualche animaletto, come un porcellino di terra o un lombrico sul palmo aperto, ma solo con regole chiare e solo con le creature più tranquille e innocue. Anche allora, insegnagli a tenerli con delicatezza, a restare basso così che una caduta non faccia male, e a rimetterli subito dove li ha trovati. Per tutto ciò che punge o morde la risposta è sempre: solo con gli occhi. Dillo in modo semplice e spesso: ci prendiamo cura dei piccoli animali, quindi non li schiacciamo, non li stuzzichiamo e non li portiamo a casa. I bambini sono fieri di essere gentili quando capiscono che, in questa storia, il gigante sono loro.
Costruire l'abitudine di notare
Gli insetti premiano il bambino che continua a guardare. Tornate allo stesso tronco o alla stessa aiuola per qualche settimana e osservate come cambiano gli abitanti con le stagioni. Attaccate un foglio al frigorifero per disegnare gli animaletti incontrati, o date dei soprannomi a quelli fissi. Potete lanciare una piccola sfida, come trovare durante la passeggiata qualcosa con le ali e qualcosa con più di sei zampe. Col tempo tuo figlio smette di passare accanto ai piccoli drammi ai suoi piedi e comincia a scovarli dappertutto: è la curiosità che mette radici.
Quali insetti ammirare da lontano
Per mantenere l'attività sicura bisogna anche insegnare a rispettare quelli che possono fare male. Api e vespe si guardano con calma, un passo indietro, e non si scacciano mai a manate, perché è proprio questo che provoca la puntura. State alla larga da nidi di vespe e alveari. Alcuni bruchi hanno peli urticanti e, in certe zone, alcuni ragni o formiche possono dare un morso fastidioso, quindi è utile conoscere gli animali del posto. Una regola generale semplifica tutto: nel dubbio, si guarda e basta, e non si incoraggia mai un bambino a prendere in mano qualcosa che non conosce.
Quando chiedere aiuto
La maggior parte degli incontri con gli insetti è innocua. Agisci subito, però, se dopo una puntura o un morso tuo figlio ha gonfiore del viso, delle labbra o della lingua, un'eruzione diffusa sulla pelle o qualsiasi difficoltà a respirare: può essere una reazione allergica grave che richiede soccorso medico urgente. Per una puntura normale, togli l'eventuale pungiglione, pulisci la zona e applica qualcosa di freddo, e chiedi un parere se nei giorni successivi dolore, gonfiore o rossore si allargano.
Punto chiave: Occhi e lente vicini, dita indietro: osservare gli insetti senza far loro del male mostra molto di più e allena pazienza, attenzione e rispetto.