Insegnare ieri, oggi e domani ai bambini con routine e nanne

«Domani è il mio compleanno?» chiede tuo figlio, in un martedì qualsiasi di marzo. Il tempo è una delle cose più difficili da afferrare per un bambino piccolo, perché non si può vedere né tenere in mano. Eppure parole come oggi, domani e ieri costruiscono in silenzio il senso della sequenza e dell'ordine su cui si basano sia la matematica sia la vita di tutti i giorni.

Perché le parole del tempo sono così difficili

Gli oggetti si possono indicare, una giornata no. «Domani» è la promessa di qualcosa che non esiste ancora, e «ieri» è già passato. Per un bambino che vive soprattutto nel presente sono idee davvero astratte. Ecco perché le confusioni sono così frequenti e così normali, ed ecco perché il modo migliore per insegnarle è legarle a cose che tuo figlio può sentire e vedere davvero.

Comincia da oggi

Il terreno più solido è l'adesso. «Oggi andiamo al parco.» «Oggi è sabato, quindi niente asilo.» Ancorare la parola «oggi» al giorno che tuo figlio sta vivendo, ancora e ancora, gli dà un centro solido. Quando «oggi» sembra affidabile, le idee più difficili di domani e ieri possono appendersi lì, una che guarda avanti e una che guarda indietro da un punto che capisce.

Contare le nanne

Il trucco più utile in assoluto con i bambini piccoli è misurare il futuro in nanne. «Ancora due nanne e arriva la nonna.» Dormire è qualcosa che tuo figlio vive, quindi rende il tempo contabile in un modo che i «giorni» non fanno. L'attesa diventa un piccolo esercizio di conteggio, e domani si spiega benissimo: domani è semplicemente dopo una nanna. Segnare ogni notte che passa rende visibile lo scorrere del tempo.

Appoggiarsi alla routine

La giornata di tuo figlio ha già una forma affidabile, e quella forma insegna il tempo. «Dopo pranzo, poi il parco.» «Quando ti svegli, sarà domani.» Legare queste parole al flusso familiare di pasti, riposini e nanna dà loro un significato. Il ritmo prevedibile della giornata è già un orologio, e raccontarlo aiuta tuo figlio a sentire come una parte segue l'altra.

Modi per rendere visibile il tempo

  • Usa una semplice tabella illustrata della giornata: colazione, asilo, casa, bagnetto, nanna.
  • Barrate le nanne sul calendario mentre aspettate un giorno speciale.
  • Parlate di ieri prima di dormire: «Cosa abbiamo fatto oggi?» domani diventerà ieri.
  • Segna i giorni della settimana con una canzoncina o un piccolo rito fisso, come la pizza del venerdì sera.

Queste piccole routine visive sono il modo più amichevole per entrare nei concetti di ieri, oggi e domani.

Guardare indietro per costruire ieri

Ieri spesso è più difficile di domani, perché chiede a tuo figlio di ricordare il passato e dargli un nome. Aiutalo ricordando insieme: «Ieri siamo andati a fare la spesa, ti ricordi?» Guardare le foto del giorno prima rende il ricordo concreto. Collegare la parola «ieri» a un fatto vero e ricordato la insegna molto meglio della parola da sola.

I giorni della settimana arrivano dopo

Non aspettarti che un bambino in età prescolare padroneggi i nomi dei sette giorni o capisca un calendario intero. È una richiesta grande e arriva piano piano, spesso verso l'età della scuola. Puoi piantare i semi con una filastrocca dei giorni della settimana e dando un nome ai giorni speciali, ma la struttura profonda di settimane e mesi è davvero avanzata. Concentrati prima sui più semplici oggi, domani e ieri, che per adesso bastano e avanzano.

Aspettati le confusioni

Tuo figlio userà «ieri» per qualunque cosa passata, «domani» per qualunque cosa futura e «la settimana prossima» per tra cinque minuti. Niente di tutto questo è preoccupante. È il suono normale di un bambino che si orienta nel tempo. Invece di correggere ogni scivolone, usa semplicemente la parola giusta quando parli tu: «Quello era la settimana scorsa, e oggi è lunedì.» La ripetizione gentile fa il lavoro.

Segnali che sta maturando

Noterai tuo figlio parlare di domani con un senso di attesa, ricordare con precisione qualcosa di ieri o chiedere quante nanne mancano a un evento. Potrebbe cominciare a prevedere cosa viene dopo nella settimana. Questi piccoli segnali mostrano che lo scorrere invisibile del tempo sta diventando qualcosa su cui tuo figlio riesce a pensare e a fare programmi, ed è un vero passo nello sviluppo.

Quando chiedere un parere

La comprensione delle parole del tempo si sviluppa a poco a poco negli anni della scuola dell'infanzia, con grandi differenze da un bambino all'altro. È sensato fare una chiacchierata tranquilla con il pediatra o con le insegnanti se tuo figlio mostra di capire poco la sequenza e il linguaggio del tempo ben oltre i coetanei, fatica in generale con il linguaggio, la memoria e il seguire istruzioni semplici, o sembra perdere abilità che aveva conquistato. Sono conversazioni di routine che servono solo a far arrivare prima un eventuale aiuto utile.

Cosa portarsi a casa

Il tempo non si può tenere in mano, quindi i bambini piccoli hanno bisogno di legarlo a cose che sentono: le nanne, i pasti, le routine e le foto. Continua a portare ieri, oggi e domani nelle chiacchiere di tutti i giorni, conta le nanne che mancano ai giorni emozionanti, e tuo figlio costruirà piano piano un senso di ordine nel tempo che dà stabilità al suo mondo e sostiene la capacità di mettere in sequenza che sta al cuore della prima matematica.

Punto chiave: Ancora l'oggi alla routine, conta il futuro in nanne e ripassa l'ieri con le foto: così le parole astratte del tempo hanno qualcosa di concreto a cui aggrapparsi.

NHS, Play and learning for babies and toddlers

CDC, Developmental milestones (Learn the Signs. Act Early.)