Insegnare grande e piccolo ai bambini, e lungo e corto, con oggetti veri

«La scarpa di papà è enorme e la mia è piccolissima.» Un bambino che dice così sta facendo matematica. Parole come grande, piccolo, lungo e corto sono il primo modo in cui i bambini descrivono le dimensioni, e ogni volta che mettono due cose una accanto all'altra per vedere quale vince stanno costruendo il pensiero del confronto da cui dipenderanno più avanti le misure e i numeri.

Il confronto viene prima della misura

Molto prima di saper usare un righello, un bambino capisce che un bastoncino è più lungo di un altro mettendoli fianco a fianco. Quel confronto diretto è la vera radice della misura. Confrontare grande e piccolo, lungo e corto con oggetti veri dà a tuo figlio una comprensione vissuta delle dimensioni che nessuna tabella e nessun numero potrebbero insegnargli a quest'età, ed è facilissimo da infilare nella giornata.

Le cose vere battono le figure

Le dimensioni hanno più senso quando tuo figlio può prendere le cose e tenerle insieme. La figura di un camion grande accanto a una macchinina va bene, ma un cucchiaio grande e uno piccolo in due mani vere vanno meglio. Peso, lunghezza e ingombro si sentono oltre che vedersi. Quindi scegli oggetti che tuo figlio può afferrare, impilare e mettere in fila, invece di mostrargli immagini.

Metterli in fila per confrontarli

L'abitudine più utile è mettere due oggetti uno accanto all'altro con le estremità allineate. Quale matita è più lunga? Quale orsetto è più grande? Allinearli insegna un confronto onesto, e introduce con delicatezza l'idea che si parte dallo stesso punto, che conterà moltissimo quando arriveranno le misure vere. All'inizio tuo figlio magari li allineerà storti, e sistemarli insieme fa parte dell'imparare.

I momenti delle dimensioni nella giornata

  • Alla scarpiera, mettete in ordine le scarpe dalla più grande alla più piccola.
  • Nel cassetto delle posate, trovate il cucchiaio più lungo e quello più corto.
  • Durante una passeggiata, raccogliete bastoncini e metteteli in fila dal più corto al più lungo.
  • Nel bagnetto, confrontate un bicchiere grande e uno piccolo pieni d'acqua.

Ognuno richiede pochi secondi. Stai semplicemente dando un nome ai rapporti di grandezza che hai già davanti, ed è la strada più facile per imparare a confrontare con oggetti veri.

All'inizio due parole, non tante

Introduci i contrari a coppie. Prima grande e piccolo insieme, poi lungo e corto insieme. Mescolarle tutte e quattro subito può confonderle, anche perché una cosa può essere grande e corta nello stesso momento, come un libro bello spesso. Rendi chiara ogni coppia prima di combinarle. Più avanti potrete divertirvi con il rompicapo di un oggetto lungo ma sottile, o piccolo ma pesante.

Il mezzo e gli estremi

Quando tuo figlio è sicuro con due oggetti, passa a tre, così incontra il «medio» e le parole del più e del meno. Tre orsi, tre ciotole, tre bastoncini in fila invitano a dire il più grande, quello di mezzo e il più piccolo. Parole come «il più lungo», «il piccolissimo», «un po' più grande» arricchiscono il quadro e spingono verso l'ordinare, una vera abilità matematica: mettere le cose in ordine di grandezza.

Lascia che sia lui a dimostrarlo

Se tuo figlio sostiene che la sua torre è più alta della tua, non limitarti a dargli ragione o torto. Mettetele vicine e controllate. «Hai ragione, la tua è più alta.» A volte si sbaglierà e lo vedrà da sé. Mettere alla prova un'affermazione con la realtà è proprio l'abitudine che i bravi matematici si portano dietro per tutta la vita, e trasforma una vanteria in un bel pezzo di ragionamento.

Attenzione ai punti delicati

Le parole delle dimensioni fanno inciampare i bambini in modi prevedibili. Una bottiglia alta e sottile può sembrare «più grande» di una bassa e larga anche quando ne contiene meno. Una cosa lontana sembra piccola. Non sono errori da sgridare, sono occasioni per allineare le cose e guardare da vicino. Quando apparenza e realtà non vanno d'accordo, il confronto diretto risolve la questione, e tuo figlio impara a non fidarsi del primo sguardo.

Segnali che sta attecchendo

Noterai tuo figlio usare le parole delle dimensioni da sé, mettere in ordine i giochi dal grande al piccolo senza che nessuno glielo chieda, o protestare con precisione assoluta perché il fratello ha avuto il pezzo più grande. Potrebbe cominciare a ordinare i pastelli o a mettere in fila le macchinine per lunghezza. Questi confronti nati da lui mostrano che le parole sono diventate veri strumenti di pensiero, non solo etichette da ripetere.

Quando chiedere un parere

La comprensione delle parole delle dimensioni si sviluppa a poco a poco tra i primi passi e la scuola dell'infanzia, con tante differenze individuali. È sensato fare una chiacchierata tranquilla con il pediatra o con le educatrici se tuo figlio mostra di capire poco le parole del confronto ben oltre i coetanei, fatica in generale con il linguaggio e i concetti di tutti i giorni, o sembra perdere terreno che aveva conquistato. Sono conversazioni di routine che rendono più facile organizzare presto un eventuale aiuto.

In fondo

Dai a tuo figlio oggetti veri da tenere in mano, allineare e confrontare, e le parole grande, piccolo, lungo e corto diventano strumenti per dare senso alle dimensioni. Continua a confrontare con oggetti veri nelle giornate normali, e costruirai quella comprensione diretta e pratica su cui un giorno poggeranno le misure e i numeri.

Punto chiave: Allinea oggetti veri con le estremità pari, dai un nome alle coppie di grandezze e lascia che tuo figlio metta alla prova le sue affermazioni confrontando direttamente.

NHS, Play and learning for babies and toddlers

UNICEF, Learning through play