Filastrocche per contare e conteggio vero: come usarli insieme
«Cinque scimmiette saltavano sul letto.» Tuo figlio la canta a squarciagola, numeri compresi, ed è meraviglioso. Ma cantare i numeri e contare scimmiette vere non sono proprio la stessa abilità. Capire la differenza tra filastrocche e conteggio vero, e come usarli entrambi, ti aiuta a ottenere il meglio da ciascuno senza aspettarti che una melodia orecchiabile faccia tutto il lavoro.
Cosa fanno benissimo le filastrocche
Le filastrocche con i numeri insegnano la sequenza numerica, l'ordine fisso delle parole da uno a dieci e oltre. Con la ripetizione, la melodia e la rima, i bambini assorbono «uno, due, tre, quattro, cinque» finché scorre in automatico. È un valore vero. Un bambino ha bisogno di quella sequenza ben salda in memoria prima di poterla usare per contare le cose, e le filastrocche la consegnano senza fatica e con gioia, ancora e ancora, senza nessuna sensazione di lezione.
Cosa non fanno da sole
Ecco il punto. Un bambino può cantare fino a dieci alla perfezione e non sapere ancora che la parola «tre» indica un gruppo di tre oggetti. Le filastrocche danno le parole in ordine, ma da sole non collegano quelle parole a quantità vere. Quel collegamento, toccare ogni oggetto e abbinargli una parola, è il conteggio vero, ed è un lavoro diverso che la canzone non completa.
Due abilità che hanno bisogno l'una dell'altra
Pensale come due metà di un intero. La filastrocca fornisce le parole; il conteggio vero fornisce il significato. È il nocciolo della questione. Vuoi che tuo figlio canti la sequenza per divertimento e scioltezza, e vuoi anche momenti in cui quelle stesse parole si posano su biscotti, gradini e dita dei piedi veri. Nessuna delle due metà è completa senza l'altra.
Le filastrocche per la sequenza
Appoggiati alle filastrocche per costruire l'ordine automatico delle parole. Cantale in macchina, nel bagnetto, mentre aspettate. Le canzoncine che contano all'indietro, come quella delle scimmiette, sono particolarmente utili perché infilano l'idea di uno in meno ogni volta. Aiutano anche i gesti: alzare le dita mentre cantate collega una parola numerica a una quantità di dita, ed è un ponte gentile verso il conteggio vero.
Portare il conteggio nella vita vera
Accanto al canto, contate cose vere durante la giornata.
- Contate i gradini mentre salite, toccando il corrimano.
- Contate gli acini d'uva che mettete nel piatto, una parola per acino.
- Contate i bottoni mentre allacciate il cappotto.
- Contate quante macchine sono parcheggiate davanti a casa.
Questi conteggi veri, in cui ogni parola corrisponde a un oggetto, insegnano quello che le filastrocche non possono: che i numeri dicono quanti sono.
Costruire il ponte apposta
Puoi collegare di proposito la canzone alla realtà. Se avete appena cantato le cinque scimmiette, trovate cinque pupazzi e contateli. Alza le dita per accompagnare il numero della filastrocca. Chiedi: «La canzone diceva tre, mi fai vedere tre orsetti?» Questi piccoli collegamenti aiutano tuo figlio a capire che i numeri che canta sono gli stessi numeri che contano il mondo intorno a lui, ed è proprio questo il punto.
Il segnale rivelatore
Vedrai la differenza tra cantare e contare quando tuo figlio canta fino a dieci senza intoppi ma, se gli chiedi di prendere quattro cucchiai, ne afferra una manciata a caso. Non è un problema, è solo il segno che la sequenza è più avanti del significato, ed è del tutto normale. Ti dice di aggiungere più conteggio vero e pratico invece di altre canzoni, perché la parte cantata sta chiaramente andando bene.
Entrambi giocosi
Né cantare né contare dovrebbero sembrare un esercizio. Cantate perché è divertente e lascia che sia tuo figlio a guidare la melodia. Contate perché c'è l'uva da mangiare e le scale da salire, non per verificare. Se contare oggetti veri diventa fonte di pressione, allenta e riprendi con leggerezza un altro giorno. Il clima rilassato e allegro è ciò che fa venire voglia ai bambini di provarci con tutti e due.
Segnali di comprensione vera
Il momento bello arriva quando le due abilità si fondono. Tuo figlio canta i numeri e sa anche contare la quantità giusta, dirti «quanti sono» dopo aver contato e notare quando un conteggio non corrisponde alla canzone. Magari canterà dei tre orsi e poi preparerà esattamente tre ciotole. Quella fusione mostra che le parole hanno acquistato il loro significato, ed è tutto l'obiettivo.
Quando chiedere un parere
Sia cantare i numeri sia contare gli oggetti si sviluppano a poco a poco negli anni della scuola dell'infanzia, con grandi differenze da un bambino all'altro. È ragionevole fare una chiacchierata tranquilla con il pediatra o con le insegnanti se tuo figlio mostra pochissimo interesse per le filastrocche con i numeri, il contare o gli abbinamenti ben oltre i coetanei, fatica in generale con il linguaggio e i concetti quotidiani, o sembra perdere abilità che aveva. Parlarne presto è una cosa di routine e fa arrivare prima un eventuale aiuto.
Cosa portarsi a casa
Goditi le filastrocche per la sequenza sciolta che regalano, e aggiungi tanto conteggio vero per il significato che loro non possono dare. Tenere chiara in mente la differenza ti permette di cantare a tutto volume e di contare con uno scopo, così tuo figlio avrà sia le parole sia la comprensione che le accompagna.
Punto chiave: Lascia che le filastrocche insegnino la sequenza dei numeri e il conteggio vero la quantità, poi costruisci apposta il ponte tra i due perché i numeri cantati acquistino significato.