Bambino timido con i parenti: come aiutarlo durante le visite

Arrivate dalla nonna, la porta si apre su un coro di saluti felici e tuo figlio affonda la faccia nella tua gamba senza dire una parola. È una scena familiare e un po' imbarazzante per tante famiglie. I parenti, con le migliori intenzioni, si sporgono per abbracciarlo, chiedono «perché sei così timido?», e tu ti ritrovi tra il loro entusiasmo e il disagio evidente di tuo figlio. Gestire un bambino timido con i parenti significa proteggere i suoi tempi mantenendo calda la giornata per tutti, ed è del tutto fattibile con un po' di tatto.

La timidezza è normale, non un problema da risolvere

La prima cosa, e la più importante, è cambiare il modo di vederla. La timidezza e la diffidenza verso le persone meno familiari sono una parte del tutto normale del carattere di tanti bambini piccoli, e spesso raggiungono il culmine tra i due e i cinque anni. Un bambino che resta indietro non è maleducato né difficile; si sta prendendo il tempo ragionevole per sentirsi al sicuro. Alcuni bambini sono semplicemente più prudenti di natura, e quella prudenza è un tratto con cui lavorare con dolcezza, non un difetto da correggere. Accettare tuo figlio com'è toglie la pressione a entrambi.

Mai forzare l'affetto

L'istinto, soprattutto sotto lo sguardo di nonni entusiasti, è spingere tuo figlio verso un abbraccio o un ciao. Prova davvero a resistere. Costringere un bambino timido ad abbracciare o baciare qualcuno con cui non si sente ancora a suo agio gli insegna che quello che prova sul proprio corpo non conta, e di solito lo fa aggrappare ancora di più. Lascia che tuo figlio saluti le persone a modo suo e con i suoi tempi, che sia un timido saluto con la mano, un ciao sottovoce da dietro di te o semplicemente guardare per un po'. Un bacio soffiato o un batti cinque sono saluti perfettamente validi.

Preparare tuo figlio prima

Gran parte della timidezza nasce in realtà dalla sorpresa, quindi scalda tuo figlio in anticipo. Nei giorni prima della visita parla di chi andrete a trovare, guardate le foto e ricordagli le cose belle di quelle persone. Una preparazione semplice e pratica, «andiamo dalla zia, ha un grande giardino e un cane buonissimo», aiuta un bambino timido ad arrivare dai parenti con un senso di familiarità invece di trovarsi davanti un muro di sconosciuti. Sapere cosa aspettarsi tranquillizza moltissimo un bambino prudente.

Lasciarlo sciogliere con i suoi tempi

Quando arrivate, dai a tuo figlio tempo e un atterraggio morbido. Restagli vicino, tienilo in braccio o accanto a te e lascia che osservi la stanza prima che qualcuno si aspetti un'interazione. Quasi tutti i bambini che si aggrappano sulla porta un'ora dopo chiacchierano e giocano felici, quando hanno deciso in silenzio che il posto e le persone sono sicuri. Mettere fretta rallenta solo le cose. La tua presenza calma e senza fretta è il campo base da cui tuo figlio partirà quando sarà pronto.

Avvisare i parenti con gentilezza

Puoi rendere più facile tutta la visita con una parola discreta alla famiglia prima. Chiedi loro, con delicatezza, di lasciare a tuo figlio un po' di spazio all'inizio, di aspettare che sia lui ad avvicinarsi invece di piombargli addosso, e di non fare un gran caso alla timidezza. Quasi tutti i parenti colgono volentieri il suggerimento quando capiscono che aiuta. Suggerisci modi discreti per avvicinarsi: abbassarsi alla sua altezza, mostrargli un gioco o il giardino, o semplicemente continuare la propria conversazione così che i riflettori si spostino dal bambino. Una stanza rilassata fa uscire allo scoperto un bambino timido molto più in fretta di una stanza impaziente.

Niente etichette né scuse

Fai attenzione alle parole usate davanti a tuo figlio. Annunciare «oh, è timidissimo» o scusarsi per il suo comportamento, anche alla leggera, può far sentire a un bambino che c'è qualcosa che non va in lui e può fissare l'etichetta. I bambini diventano le descrizioni che sentono. Parla invece di tuo figlio con calore e in modo neutro, «gli piace guardare un po' prima», e lascia emergere la sua vera personalità. Spiegare troppo la timidezza tiene tutti concentrati su di lei.

Un compito o un ponte

Spesso per i bambini timidi è molto più facile entrare in contatto attraverso un'attività che attraverso l'attenzione sociale diretta. Invece di una conversazione faccia a faccia, offri un compito da fare insieme: aiutare ad apparecchiare, mostrare a un parente il gioco preferito, dare da mangiare al cane, fare un puzzle insieme. Fare qualcosa fianco a fianco toglie la pressione del parlare e lascia nascere un legame in modo naturale. Anche un oggetto del cuore da tenere in mano può dare a un bambino diffidente la sicurezza per fare qualche piccolo passo verso gli altri.

Festeggiare i piccoli passi

Nota e apprezza con discrezione gli sforzi di tuo figlio, senza trasformarli in uno spettacolo. Un primo saluto con la mano, una risposta sussurrata, un momento in cui si unisce sono progressi veri per un bambino prudente, e un incoraggiamento gentile e discreto costruisce la sua sicurezza per la volta dopo. Evita lodi esagerate che attirano un pubblico, perché possono diventare a loro volta una pressione. Un sostegno costante e paziente in tante visite fa molto più di qualsiasi spinta singola.

Quando la timidezza merita uno sguardo più attento

La timidezza normale si attenua con il tempo, la familiarità e l'assenza di pressioni, e quasi tutti i bambini diventano piano piano più sicuri. Vale la pena parlarne con il pediatra se la diffidenza di tuo figlio sembra estrema e non si allenta mai, lo fa soffrire davvero, gli impedisce di stare al nido o con i coetanei, o si accompagna ad altre preoccupazioni sul suo sviluppo o sulla comunicazione. Nella grande maggioranza dei casi, però, un bambino piccolo timido ha solo bisogno di pazienza e di tempo.

Punto chiave: Considera la timidezza normale, non forzare mai gli abbracci, prepara tuo figlio prima, chiedi ai parenti di lasciargli spazio e lascia che si sciolga con i suoi tempi.

NHS, Separation anxiety

AAP HealthyChildren, Shyness in children