Spiegare ai bambini le origini della famiglia, da dove veniamo

I bambini fanno grandi domande in piccoli momenti, spesso alla nanna o dal seggiolino della macchina. «Da dove veniamo?» è una di queste. Sembra enorme, ma il modo per parlare delle origini della famiglia non è un diagramma dell'albero genealogico né una lezione di storia. Sono pezzetti concreti, caldi e piccoli che un bambino piccolo può davvero tenere in mano, aggiunti un po' alla volta mentre cresce.

Parti dalle persone, non dai luoghi

Per un bambino piccolo «da dove veniamo» significa persone molto prima che paesi. Comincia dagli esseri umani che conosce o che riesce a immaginare: i nonni, i bisnonni, il parente di cui porta il nome. «Il nonno è cresciuto vicino al mare e andava a pescare con i suoi fratelli» è molto più comprensibile di una nazione astratta o di una data. Visi e storie sono la porta; la geografia e la storia possono entrare più tardi.

Usa cartine, foto e oggetti

I bambini piccoli pensano attraverso i sensi, quindi dai alla storia qualcosa da toccare e da vedere. Una cartina appesa al muro con qualche luogo segnato, la fotografia del paese di un nonno, un oggetto conservato o una ricetta di famiglia preferita rendono reale il passato. Lasciare che tuo figlio indichi un punto sulla cartina o tenga in mano una vecchia foto trasforma un'idea vaga in qualcosa di concreto e memorabile.

A piccoli pezzi, ripetuti

  • Racconta una storia breve o un fatto alla volta, non tutta la storia in un colpo.
  • Rispondi alla domanda che è stata fatta davvero, poi fermati.
  • Ripeti spesso le stesse storie; è la ripetizione a farle restare.
  • Lascia che sia tuo figlio a guidare con le sue domande.
  • Aggiungi dettagli man mano che cresce e riesce a tenerli.

Non stai consegnando un resoconto definitivo in una volta sola. Stai passando una storia piano piano, negli anni, nei momenti in cui tuo figlio è curioso. Un fatto raccontato cinque volte di passaggio arriva meglio di un lungo discorso ascoltato a metà una volta sola.

Le parti difficili, con onestà e dolcezza

Non tutte le storie di famiglia sono semplici. Ci possono essere migrazioni in circostanze difficili, perdite, separazioni, guerre o cose che non sappiamo fino in fondo. Puoi dire la verità all'altezza di un bambino senza spaventarlo. «La nostra famiglia ha dovuto lasciare la sua casa ed è stato difficile, ma sono stati coraggiosi ed è così che siamo arrivati qui» dice la verità tenendola al sicuro. I bambini reggono meglio una versione onesta e gentile che un silenzio che percepiscono ma non capiscono.

Quando non lo sai

Molte famiglie hanno dei vuoti, soprattutto dove i documenti sono andati persi, dove l'adozione fa parte della storia o dove i parenti non ci sono più per chiedere. Va benissimo dire «questa parte non la sappiamo, e succede in tante famiglie». Puoi persino fare del non sapere una parte della storia, ed esplorare insieme quello che riuscite a trovare. Curiosità e onestà contano più di una risposta completa.

Famiglie adottive, ricomposte e di oggi

«Da dove veniamo» ha un aspetto diverso in ogni famiglia, e tutte le versioni sono ugualmente vere. Nelle famiglie adottive la storia di un bambino può comprendere più di un insieme di radici, e tutte meritano di essere onorate apertamente e senza vergogna. Nelle famiglie ricomposte i bambini possono legarsi a più fili insieme. Segui tuo figlio, usa un linguaggio chiaro e affettuoso e non trattare mai nessuna parte delle sue origini come un segreto, perché il segreto insegna la vergogna mentre l'apertura insegna l'orgoglio.

Che costruisca appartenenza, non pressione

Lo scopo di queste conversazioni è un senso caldo di far parte di una storia più lunga, non un esame che tuo figlio deve superare. Tieni il tono leggero e curioso. Se perde interesse a metà, va bene; ha preso quello che poteva. Nel corso di tante piccole chiacchierate, un bambino costruisce piano piano l'immagine di una famiglia che si allunga indietro prima di lui e continuerà dopo di lui, e portarla con sé dà stabilità.

Quando chiedere un sostegno

È una parte normale e preziosa della vita in famiglia. Eppure alcune storie portano un dolore vero, e a volte un bambino diventa davvero turbato, in ansia o preoccupato per una parte difficile della storia di famiglia, o per domande legate all'adozione, a una perdita o a una separazione. Se succede, o se a te come genitore queste conversazioni riaprono un trauma, vale la pena chiedere aiuto. Il tuo medico di base, il pediatra o un servizio di sostegno specializzato possono accompagnarvi entrambi con cura.

Cosa portarsi a casa

Per parlare delle origini della famiglia, comincia dalle persone che tuo figlio riesce a immaginare, rendi tutto reale con cartine e foto, racconta la verità con dolcezza e condividila a piccoli pezzi ripetuti. Stai dando a tuo figlio delle radici: la sensazione di appartenere a qualcosa di più antico e più grande di lui, raccontata con amore e, dove serve, con onestà sui capitoli più difficili.

Punto chiave: Comincia dalle persone che tuo figlio riesce a immaginare, usa cartine e foto e racconta la storia con onestà a piccoli pezzi ripetuti invece che con una grande lezione.

UNICEF, Parenting: helping children understand identity and belonging

NHS, Children and young people's mental health and wellbeing