Bambino di 5 mesi: cosa fa e cosa sta imparando
Il quinto mese si capisce meglio come un tratto di strada tra le tappe dei quattro e quelle dei sei mesi. Il bebè affina il modo di afferrare, di rotolare, di ridere e di giocare con la voce. Qualche capacità dei sei mesi può comparire in anticipo, altre chiederanno ancora pratica.
Il gioco con te diventa più attivo
Ripeti un gioco che gli piace, come un dondolio delicato o bubu settete, e fermati un attimo prima del momento atteso. L'attesa si vede in un sorriso, negli occhi spalancati, in un movimento o in un verso. È la sua risposta a dirti se continuare.
Sperimentare con i suoni è un ottimo allenamento
- Ripeti un suo gridolino, una pernacchia o una vocale.
- Fermati a metà di una canzoncina che conosce e aspetta una qualsiasi risposta.
- Girati verso il suono che fa, prima di aggiungere parole.
- Spegni tv e musica di sottofondo, così i suoni della conversazione si sentono meglio.
Afferrare e giocare con gli oggetti
Offrigli un oggetto sicuro alla volta e lascia che lo giri, lo metta in bocca, lo sbatta o lo passi da una mano all'altra. Scegli oggetti troppo grandi per essere inghiottiti, senza pezzi staccabili né cordini lunghi. Un cucchiaio di legno, un anello ruvido o un telo morbido possono servire più di un gioco che fa tutto da solo.
Rotolare e primi tentativi da seduto
Lasciagli tanto pavimento libero. Metti un gioco un po' di lato per invitarlo a spostare il peso, ma non tirargli un braccio o una gamba per completare il rotolamento. Per la posizione seduta sostienilo al tronco o siediti stretto intorno a lui per brevi prove. Non lasciarlo mai da solo appoggiato ai cuscini.
Adesso guarda la lista dei quattro mesi
A cinque mesi controlla che ci siano le tappe dei quattro mesi, invece di considerare già dovuta la lista dei sei. Rivolgiti al pediatra se manca una tappa precedente, se usa sempre di più un lato del corpo, se è insolitamente rigido o molle, se risponde poco ai suoni o ai volti, se ha difficoltà a mangiare o se perde una capacità.
Un problema alla sua portata
Metti il gioco preferito abbastanza vicino da poterlo toccare con uno spostamento o un allungo. Aspetta mentre guarda, agita un braccio o rotola un po' verso di lui. Se si innervosisce, avvicina un poco il gioco invece di finire tu il movimento. L'esperienza utile è vedere un obiettivo, provare qualcosa e scoprire cosa cambia. Un problema troppo difficile porta solo stanchezza.
Mettere in bocca è esplorare
A cinque mesi gli oggetti finiscono dritti in bocca. Così mette insieme tatto, gusto e movimento, e questo da solo non vuol dire fame né prontezza per le pappe. Lava i giochi come indicato, controlla che non siano rovinati e tieni i pezzi piccoli fuori portata. Il fastidio dei dentini può aumentare bava e voglia di mordere, ma la febbre o un bambino che sembra stare male non vanno attribuiti semplicemente ai denti.
Rotolare da entrambe le parti
- Parti con il bebè sveglio, a pancia in su, su un pavimento sgombro.
- Metti il tuo viso o un gioco da un lato e lasciagli il tempo di girare testa e spalle.
- Ripeti più tardi dall'altro lato, invece di fargli fare tanti rotolamenti di fila.
- Se un braccio resta incastrato liberalo, ma non tirargli la mano per finire il movimento.
Alcuni rotolano prima da pancia in giù a pancia in su, altri al contrario. Appena comincia a rotolare, continua comunque a metterlo a dormire a pancia in su, in un lettino senza oggetti sciolti.
Quando il carattere si fa sentire
Una settimana va pazzo per un gioco conosciuto, la successiva è prudente in un ambiente nuovo. Lasciagli un posto sicuro da cui osservare prima che nonni o amici lo prendano in braccio. Chiedi a chi arriva di aspettare che il bebè lo guardi, gli sorrida o si sporga verso di lui. Rispettare una pausa non lo rende asociale. Aiuta i nuovi incontri a nascere dalla sicurezza.
Cosa c'è dietro un gioco che non va
Se all'improvviso rifiuta il tappeto, pensa prima a fame, stanchezza, malattia, temperatura e vestiti che lo stringono. Prova in un altro momento e con un'attività più breve. Dolore che dura, inarcamenti ripetuti, un calo netto dei movimenti o la perdita di una capacità richiedono il parere del pediatra. Allenarsi a volte costa fatica, ma non dovrebbe sembrare doloroso di continuo.
Lo specchio come gioco a due
Sedetevi davanti a uno specchio infrangibile ben fissato. Dai un nome al viso che guarda, imita la sua espressione e toccati il naso o i capelli. A questa età non capisce che il riflesso è lui, ma quel volto che cambia e i tuoi commenti tengono viva l'attenzione. Tieni lo specchio dritto e integro e fermati se il gioco diventa troppo intenso. Il valore sta nello scambio con te, non nell'insegnare in anticipo i nomi delle parti del corpo.
Racconta i passaggi della giornata
Usa una frase breve prima di sollevarlo, fargli il bagnetto, vestirlo o metterlo sul tappeto. Non capirà ancora tutte le parole, ma la stessa combinazione di voce, gesto e azione rende la giornata più prevedibile. Aspetta uno sguardo o un movimento prima di continuare. È già partecipazione, e rende più vicine anche le cure fatte di corsa, senza aggiungere un'attività in più.
Punto chiave: Un progresso può essere un tentativo più sicuro, non per forza una capacità completa. Osserva come comincia, si aggiusta e riprova.