Lettura dialogica a casa: un metodo semplice per genitori
Quasi tutti abbiamo imparato a leggere a un bambino leggendo ogni parola, dall'inizio alla fine, mentre lui ascolta. È bellissimo. Ma c'è un piccolo cambiamento che rende la lettura condivisa ancora più ricca, e non costa niente. La lettura dialogica trasforma il libro in una conversazione a due voci, in cui tuo figlio parla sempre di più.
Cos'è davvero la lettura dialogica
«Dialogica» vuol dire semplicemente fatta di dialogo. Invece di leggere a tuo figlio, leggi con lui, fermandoti per fare domande, ascoltare le sue risposte e costruire su ciò che dice. Col tempo tuo figlio passa da ascoltatore a narratore, e tu passi da voce narrante a guida. La storia sulla pagina diventa un trampolino per parlare, ed è il parlare a far crescere vocabolario, pensiero e fiducia.
Non servono un libro speciale né un corso. Qualunque albo illustrato che tuo figlio ama va bene, e un preferito conosciuto funziona meglio di tutti, perché lo conosce abbastanza da partecipare.
Un metodo semplice da ricordare
Un modo amichevole per tenere a mente l'idea è chiedere, ascoltare, aggiungere e ripetere:
- Chiedi con una domanda o un invito a parlare.
- Ascolta la sua risposta, dandogli tempo.
- Aggiungi un pezzetto, allargando le sue parole con parole nuove.
- Ripeti l'idea più ricca, così la sente di nuovo.
Per esempio, indichi e chiedi: «Cosa sta facendo il coniglio?». Tuo figlio dice: «Salta». Tu aggiungi: «Sì, il coniglio salta sopra il tronco per tornare a casa». Poi ripeti la versione più ricca perché resti. Quel breve scambio è la lettura dialogica al lavoro, e sta dentro il normale scorrere di una storia.
Domande che aprono il discorso
Gli spunti più utili invitano a più di una parola sola. Variali, così leggere non sembra un quiz:
- Completa la frase: fermati prima di una parola in rima e lasciala dire a lui.
- Domande aperte: «Cosa succede in questa pagina?»
- Domande con chi, dove, perché: «Chi è quello? Dove stanno andando? Perché piange?»
- Collegamenti con la vita: «Ti è mai capitato di arrabbiarti così?»
- Ricordare: «Cosa è successo all'inizio della storia?»
Tieni un tono caldo e senza fretta. Se tuo figlio non risponde, puoi offrire tu la parola con delicatezza e andare avanti. Lo scopo è la conversazione, non le risposte giuste.
Segui il suo interesse
La lettura dialogica funziona meglio quando segui ciò che cattura tuo figlio, anche se è un dettaglio minuscolo in un angolo della figura. Se è incantato dal latte rovesciato più che dal protagonista, parlate del latte. La sua curiosità è il motore. Il tuo compito è nutrirla con parole e domande, poi restituirgli la storia.
Lascialo indugiare, tornare indietro o partire per la tangente con la sua giornata. Queste deviazioni sono il punto in cui avviene tanto apprendimento del linguaggio, perché tuo figlio sta usando il libro per dare un senso al suo mondo.
Poco e spesso, a ogni età
Puoi cominciare con una versione leggera già con i bambini piccoli, con spunti di una parola sola e tanto indicare, e farla crescere insieme a lui. Con i bambini della scuola dell'infanzia puoi chiedere perché e come, invitare a fare previsioni e incoraggiarli a raccontare di nuovo tutta la storia. Non serve una sessione lunga. Pochi minuti di vero botta e risposta su un libro fanno più di una lettura frettolosa di tre.
La nanna, un pomeriggio tranquillo o un'attesa dal pediatra possono tutti ospitare una breve lettura dialogica. Conta l'abitudine più della durata.
Cosa spesso si mette di traverso
Trasformarla in un esame è la trappola più grande. Se ogni pagina porta una raffica di domande e correzioni, leggere smette di essere divertente. Fai meno domande e migliori, e festeggia ogni tentativo. Una risposta sbagliata è l'occasione per aggiungere una parola, non un errore da correggere.
Correre per finire il libro è un'altra trappola. Nella lettura dialogica non finire va bene. Se a pagina tre nasce una conversazione ricca, restate lì. Il punto è parlare, non l'ultima pagina.
Infine, è facile scivolare nel parlare solo tu. Lascia spazio. Conta in silenzio fino a cinque dopo una domanda e lascia che sia lui a riempire il vuoto.
Quando chiedere un aiuto in più
Questo approccio va bene quasi per tutti i bambini e non richiede capacità speciali. Vale la pena parlarne con il pediatra se, in generale, tuo figlio non mette insieme due parole verso i due anni, è molto difficile da capire per la sua età o non sembra seguire domande semplici nella vita di tutti i giorni. Sono riferimenti generali per il linguaggio, e spesso un controllo dell'udito fa parte del quadro. Parlarne presto dà a tuo figlio il sostegno migliore, e non pensare mai di dover aver letto in un certo modo perché tuo figlio cresca bene.
Il punto da ricordare
La lettura dialogica non è una tecnica da padroneggiare, è l'abitudine di parlare di più e leggere in modo meno rigido. Chiedi, ascolta, aggiungi e ripeti; segui ciò che interessa tuo figlio; e passagli piano piano il racconto. Bastano un albo illustrato qualunque e qualche minuto senza fretta per trasformare il momento della storia in una conversazione vera, che cresce.
Punto chiave: Leggi con tuo figlio, non solo a lui: chiedi, ascolta, aggiungi una parola e ripeti, così la storia diventa una conversazione a due che fa crescere il suo linguaggio.