Disegnare con i bambini senza mostrare il modo giusto
È sorprendentemente facile incrinare la fiducia di un bambino piccolo al tavolo del disegno senza volerlo. Un veloce «si fa così», o una mano premurosa che guida la sua matita, possono insegnargli in silenzio che i suoi segni sono sbagliati. Un disegno guidato dal bambino rovescia la situazione: il foglio resta nelle sue mani, e disegnare rimane un posto in cui si sente capace invece che corretto.
Perché il «modo giusto» si ritorce contro
I bambini disegnano per esprimersi ed esplorare, non per riprodurre la realtà. Quando un adulto mostra il modo corretto di disegnare una persona o insiste che il cielo va in alto, il bambino spesso smette di fidarsi del suo istinto. C'è chi si ammutolisce, chi si rifiuta di disegnare e chi comincia a chiedere a te di farlo. Niente di tutto questo è lo scopo. Il primo disegno nasce per sperimentare, e negli scarabocchi che avresti voglia di sistemare c'è un valore vero per lo sviluppo.
Com'è un disegno guidato dal bambino
In un'attività di questo tipo è tuo figlio a scegliere cosa disegnare, come disegnarlo e quando ha finito. Tu offri fogli, pennarelli e la tua attenzione, poi segui invece di guidare. Se vuole coprire tutta la pagina di un solo colore, è una sua scelta. Se disegna un gatto con sei zampe, trattieni la voglia di aggiungere le zampe mancanti o di correggerne il numero. Il foglio è suo, e anche le decisioni.
Siediti accanto e disegna qualcosa di tuo
Un modo bellissimo di partecipare senza prendere il comando è disegnare accanto a lui, sul tuo foglio. Fai segni, non capolavori, e tienili semplici. Così mostri che disegnare è un'attività normale e rilassata, senza dare l'impressione di presentare lo standard corretto. Se tuo figlio sbircia e copia un'idea, va bene. La differenza è che sceglie lui di farlo, invece di sentirsi chiedere di somigliarti.
Commenta il fare, non la precisione
Le parole che usi decidono quanto si sente al sicuro. Nota l'azione invece di giudicare il risultato. Puoi dire che sta usando tanti cerchi, che lì ha premuto forte o che ha riempito l'angolo. Evita di chiedere cosa dovrebbe essere, perché può mettere in agitazione un bambino che si stava solo godendo i segni. Descrivere quello che vedi tiene l'attenzione sul suo impegno e sulle sue scelte, e intanto gli regala nuove parole.
Quando chiede «disegnalo tu»
Molti bambini attraversano una fase in cui chiedono a te di disegnare, spesso perché temono che il loro tentativo non sia all'altezza. Puoi sostenerlo senza sostituirti. Proponi di disegnare accanto a lui, chiedigli cosa metterebbe per primo, oppure fai una versione molto abbozzata e restituiscigli il pennarello. Lo scopo è che la sua mano continui a muoversi. Se l'artista diventi tu ogni volta, il disegno smette piano piano di essere suo.
Materiali, non modelli
Le schede da colorare e gli unisci i puntini hanno il loro posto, ma una dieta fatta solo di quelli insegna a stare dentro i bordi più che a inventare. Per un disegno libero il foglio bianco è la scelta più ricca. Varia piuttosto gli strumenti: pastelli a cera grossi un giorno, pennarelli un altro, gessetti all'aperto, una matita per i più grandi. Materiali diversi cambiano la sensazione dei segni e tengono viva l'esplorazione senza imporre un'immagine da completare.
Niente aggiustamenti e salvataggi
Quando un disegno ai tuoi occhi sta prendendo una brutta piega, quasi sempre ai suoi sta andando esattamente come vuole. Girare il foglio dal verso giusto, aggiungere un sorriso a una faccia o raddrizzare una linea tremolante manda un piccolo messaggio: la sua versione andava salvata. Lascia stare lo strano, il disordinato e l'anatomicamente impossibile. Sono segni di un bambino che pensa con la sua testa, proprio ciò che vuoi proteggere.
Aspettative adatte all'età
I bambini molto piccoli scarabocchiano e si godono il movimento molto prima di disegnare qualcosa di riconoscibile, e questa fase dura parecchio. Verso i tre o quattro anni spesso cominciano a comparire forme e figure abbozzate, ma l'intervallo normale è ampio. Confrontare tuo figlio con un fratello o un amico che disegna scene ricche di dettagli aiuta di rado. Lascia che lo sviluppo segua il suo passo e tieni il tavolo libero dalla pressione.
Quando chiedere un consiglio
Il disegno in sé non comporta rischi per la salute, a parte scegliere materiali atossici e lavabili e tenere tappini e punte lontani da chi mette le cose in bocca. Ogni tanto, però, può segnalare qualcosa che merita uno sguardo gentile. Se tuo figlio impugna il pastello in un modo che sembra molto insolito per la sua età, evita ogni gioco di manualità fine o ha chiaramente perso capacità che aveva, parlane con il pediatra. Un disinteresse ogni tanto è normale e non preoccupa.
La fiducia che stai costruendo
Disegnare senza un modo giusto non serve a crescere un artista. Serve a far sì che tuo figlio continui a credere che le sue idee meritano di finire sulla carta. Un bambino mai corretto al tavolo del disegno tende a disegnare per anni e a portare quella voglia di provare anche in altri ambiti. Proteggere questa libertà precoce ti costa solo un po' di autocontrollo, e gli regala qualcosa di silenziosamente prezioso.
Punto chiave: Lascia scegliere a tuo figlio cosa disegnare e come, descrivi il suo impegno invece di correggerlo, e il disegno resta un'attività sicura e tutta sua.