Fare a turno con gli amici: come allenarsi prima di un playdate

Fare a turno è una delle prime abilità di collaborazione che i bambini imparano, e non arriva già pronta. Un bambino piccolo che riesce ad aspettare l'altalena per ben dieci secondi sta facendo un lavoro davvero difficile. Se è in arrivo un playdate, un pomeriggio di gioco con un amico, un po' di prova gentile a casa può spianare la strada: non perché garantisca un pomeriggio senza conflitti, ma perché un'abilità allenata nei momenti tranquilli è più facile da trovare in quelli agitati.

Perché aspettare è davvero difficile

Fare a turno chiede a un bambino di trattenere il proprio impulso, tenere in mente un'altra persona e fidarsi che il suo momento arriverà. I sistemi del cervello dietro questo tipo di pazienza maturano ancora per tutti i primi anni, ed è per questo che anche un bambino che «conosce» la regola va in pezzi per il suo giocattolo preferito. Capire che è una questione di sviluppo, non di sfida, cambia il modo in cui lo alleni. Stai costruendo un muscolo, non correggendo un difetto di carattere.

Fanne un gioco, non un esercizio

Il modo migliore per allenarsi è intrecciare i turni in cose che tuo figlio ama già. Fate rotolare una palla avanti e indietro sottolineando allegri ogni passaggio: «Tocca a me, tocca a te.» Impilate i mattoncini uno alla volta. Fate giochi da tavolo semplici pensati per i più piccoli, dove i turni tornano in fretta. Cantate canzoni a botta e risposta. Quando fare a turno vive dentro il divertimento, tuo figlio si allena decine di volte senza accorgersi che è un allenamento.

Dai una forma all'attesa

Un'attesa astratta è una tortura per un bambino piccolo, quindi rendila concreta. Un segnale breve e visibile aiuta: una clessidra, un conto fino a cinque o una frase semplice come «adesso torna da te». All'inizio tieni le attese davvero brevi e allungale solo man mano che tuo figlio le regge. L'obiettivo è chiudere ogni giro con un successo, così tuo figlio impara che aspettare ripaga sempre invece che aspettare vuol dire perdere.

Modi pratici per allenarsi

  • Fate rotolare o lanciatevi una palla avanti e indietro, dicendo a chi tocca.
  • Fate insieme un gioco da tavolo o di carte a turni veloci.
  • Usate una clessidra, così l'attesa ha una fine chiara.
  • Fate a turno anche nelle cose di tutti i giorni, come premere il pulsante dell'ascensore.
  • Lascia che tuo figlio si alleni a dire «Te lo do quando ho finito».

Quest'ultima frase vale la pena insegnarla direttamente, perché trasforma uno strappo in un piano. Un bambino che sa dire «Te lo do quando ho finito» ha uno strumento sia per dare sia per chiedere, e funziona molto meglio della pretesa di «prestarlo subito».

Dai l'esempio ad alta voce

I bambini copiano quello che vedono più di quello che si sentono dire. Racconta i tuoi turni durante la giornata: «Tu fai un turno con il cucchiaio, poi tocca a me.» Fate turni visibili con il partner o con un fratello più grande e rendete lo scambio evidente e amichevole. Quando tuo figlio vede gli adulti intorno a lui gestire l'attesa con calma e giustizia, il comportamento comincia a sembrare normale invece di una regola imposta solo a lui.

Prepararsi al momento vero

Poco prima del playdate, parlate brevemente di cosa potrebbe succedere. «Il tuo amico potrebbe voler fare un turno con le macchinine. Cosa potresti dire?» Lascia che tuo figlio scelga uno o due giochi speciali da mettere via, così non è costretto a condividere l'intoccabile. Anche i doppioni aiutano, perché due esemplari della cosa contesa trasformano uno stallo in un gioco fianco a fianco. Niente di tutto questo elimina ogni bisticcio, e non deve. Semplicemente aumenta le probabilità di momenti che vanno bene.

Durante il playdate, suggerisci con leggerezza

Quando arriva l'inevitabile tira e molla, mantieni la calma e intervieni in breve. Riconosci il desiderio e ricorda il piano in poche parole: «Volete tutti e due il camion. Adesso ce l'ha Alice, poi tocca a te.» Evita le lunghe prediche nel pieno del momento, perché un bambino piccolo sconvolto non riesce ad assorbirle. Una clessidra o un chiaro «il prossimo turno è tuo» spesso sgonfiano le cose più in fretta di qualsiasi spiegazione. Dopo, nota in silenzio i momenti belli: «Hai aspettato la palla. È stato gentile.»

Aspettative a misura di età

Un bambino di due anni riuscirà ad aspettare pochi secondi e avrà bisogno di tanto sostegno. Uno di quattro o cinque anni può aspettare di più e cominciare a negoziare i turni da sé. Giudica i progressi rispetto a tuo figlio nel corso delle settimane, non rispetto al bambino più calmo del gruppo. Fare a turno vacilla quando i bambini sono stanchi, affamati o sovrastimolati, quindi un playdate burrascoso dopo un riposino saltato dipende dal riposino, non da un fallimento dell'abilità.

Quando chiedere un piccolo sostegno

Le normali fatiche nel fare a turno chiedono pazienza, non preoccupazione. Può valere la pena parlarne con il pediatra o con il nido se, ben oltre l'età dei primi passi, tuo figlio non riesce ad aspettare nemmeno per poco con tanto sostegno, si agita in modo estremo per qualsiasi attesa in ogni ambiente, o la difficoltà si accompagna ad altre preoccupazioni sulla comunicazione o sui rapporti con i coetanei. Sono spunti per una conversazione amichevole e qualche idea su misura, non il segno che qualcosa non va.

Cosa portarsi a casa

Per allenarsi a fare a turno prima di un playdate, tieni tutto giocoso, rendi l'attesa breve e visibile, dai l'esempio e lascia che tuo figlio provi una frase per dare e per chiedere. Piccole ripetizioni allegre a casa rendono un po' più facili da gestire i momenti più agitati di un vero pomeriggio con un amico.

Punto chiave: Fare a turno è un'abilità che cresce con un allenamento giocoso e senza pressione: tieni le attese brevi e riuscite, e suggerisci in breve sul momento.

American Academy of Pediatrics, Sharing and learning to take turns

NHS, Help your baby learn to socialise