Videochiamate con i parenti lontani: renderle vive con i bambini piccoli

La videochiamata occupa un posto speciale nel mondo degli schermi per i bambini piccoli. Mentre quasi tutti i consigli allontanano bebè e bambini piccoli dai dispositivi, la conversazione dal vivo e a due vie di una videochiamata è l'unica forma di uso dello schermo che gli enti sanitari trattano costantemente come un'eccezione, perché è un legame vero con persone che vogliono bene a tuo figlio. Il trucco è rendere queste chiamate davvero interattive invece di un braccio di ferro con un bambino che si dimena.

Perché le videochiamate sono diverse

Un programma registrato parla a tuo figlio, una videochiamata parla con lui. Siccome la persona dall'altra parte risponde in tempo reale, ride al momento giusto e risponde a ciò che dice tuo figlio, la chiamata porta con sé quell'andirivieni che costruisce i legami e il linguaggio. È proprio per questo che indicazioni come quelle dell'AAP escludono le videochiamate dalla prudenza sugli schermi sotto i due anni, e perché le videochiamate con i parenti lontani vanno incoraggiate più che limitate.

Aspettative realistiche

I bambini piccoli non fanno videochiamate come gli adulti, e saperlo risparmia tanta frustrazione. Un bambino di due anni può fissare lo schermo, andarsene, mostrare un giocattolo alla telecamera o perdere interesse dopo due minuti, ed è tutto del tutto normale. Una chiamata riuscita per un bambino piccolo non è una conversazione continua ma una serie di piccoli momenti di contatto. Lasciar perdere l'idea di una conversazione vera e propria permette a tutti di godersi i pezzi che arrivano.

Dare alla chiamata qualcosa da fare

Le chiamate che funzionano meglio hanno un'attività al centro invece di affidarsi solo alle parole. Un nonno può leggere una storia, cantare una canzoncina conosciuta, giocare a bubu settete, fare i gesti di una filastrocca o mostrare qualcosa di interessante in casa sua. Dare alla chiamata una cosa da fare insieme, invece di aspettarsi che un bambino piccolo risponda alle domande, è ciò che trasforma le videochiamate in uno scambio vivace invece che in un silenzio imbarazzato con un bambino che si agita.

Brevi e frequenti

Una chiamata lunga finisce quasi sempre con un bambino annoiato che si dimena, mentre brevi e regolari funzionano molto meglio. Cinque o dieci minuti vivaci un paio di volte a settimana costruiscono un legame più forte di una sola mezz'ora tirata. Chiudere quando tuo figlio si sta ancora divertendo gli lascia la voglia per la volta dopo, ed è la frequenza a far crescere davvero il rapporto, quindi punta a poco e spesso invece che a maratone occasionali.

Aiutare il parente dall'altra parte

Nonni e parenti lontani a volte hanno bisogno di un piccolo suggerimento su come parlare a un bambino molto piccolo in video, quindi una parola discreta prima aiuta. Suggerisci di mettersi all'altezza del bambino, usare tanta espressività, chiedere cose semplici e avere pazienza con silenzi e distrazioni. Avvisarli che un bambino piccolo potrebbe allontanarsi, e che non vuol dire niente, risparmia dispiaceri e li aiuta ad assecondare il ritmo imprevedibile di una chiamata con un piccolo.

Oggetti e momenti condivisi

Gli oggetti danno a un bambino piccolo qualcosa di concreto a cui aggrapparsi durante una chiamata. Mostrare un orsetto preferito perché il nonno lo saluti, mostrare un disegno, o avere lo stesso libro da leggere insieme da entrambe le parti trasforma uno schermo astratto in un momento condiviso. Alcune famiglie fanno un piccolo «giro», lasciando che il bambino porti il dispositivo per mostrare al parente la sua cameretta o la sua merenda, cosa che si adatta all'amore per il movimento di un bambino piccolo molto meglio dello stare fermo seduto.

Inserirle nella routine

Le videochiamate trovano posto con naturalezza in certi momenti della giornata, e ancorarle aiuta. Alcune famiglie fanno la storia della buonanotte con un nonno, altre un appuntamento il sabato mattina. Inserire la chiamata in un momento prevedibile fa sì che succeda con regolarità invece che quando qualcuno se ne ricorda, e tuo figlio comincia ad aspettarla. E ti aiuta anche a tenere queste chiamate di legame separate, nella tua testa, dal normale tempo davanti agli schermi per svago.

Si aggiungono al contatto vero, non lo sostituiscono

Per quanto belle, le videochiamate sono un'aggiunta al tempo passato di persona, non un sostituto quando vedersi è possibile. Per i parenti che vivono lontano, le chiamate tengono vivo un rapporto tra una visita e l'altra e aiutano un bambino piccolo a restare familiare con volti che non vede spesso. Viste così, le videochiamate con i parenti lontani sono un ponte sulla distanza, che tiene caldi i legami fino al prossimo abbraccio vero.

Quando tuo figlio proprio non ha voglia

Certi giorni il tuo bambino non vorrà saperne della chiamata, e insistere raramente aiuta. Invece di costringerlo a esibirsi, lascialo gironzolare lì vicino mentre chiacchieri, e spesso entrerà e uscirà dalla chiamata alle sue condizioni. Il suo coinvolgimento crescerà con l'età, quindi una fase di poca voglia non deve preoccupare. Tenere le chiamate senza pressioni è ciò che le fa restare una cosa che tuo figlio si gode invece che sopportare.

Il valore che resta

Tra tutti gli schermi nella vita di un bambino piccolo, la videochiamata è quello di cui sentirsi davvero contenti. Nutre rapporti veri, sostiene il linguaggio con la conversazione dal vivo e tiene vicini i cari lontani. Brevi, giocose e interattive, queste chiamate diventano un momento speciale invece che un impegno, e un raro esempio di schermo che fa esattamente ciò di cui la vita di famiglia ha bisogno.

Punto chiave: La videochiamata dal vivo è l'unico schermo di cui beneficiano anche i bambini piccoli: tieni le chiamate brevi, frequenti e giocose, inserisci canzoni, storie e oggetti e considerale un ponte tra una visita e l'altra.

AAP HealthyChildren, Where We Stand: Screen Time

UNICEF, Babies need humans, not screens