Premi ai bambini: valorizzare l'impegno senza trasformare tutto in una ricompensa

È bello vedere tuo figlio impegnarsi, ed è naturale volerlo sottolineare. Ma tra una parola calda e una tabella di adesivi per ogni cosa c'è una linea importante. I premi, offerti di continuo, possono insegnare in silenzio a un bambino a lavorare solo per il premio. Imparare a festeggiare l'impegno senza trasformare tutto in una ricompensa ti permette di continuare a incoraggiarlo proteggendo la cosa che conta di più: la sua spinta interiore a provare, imparare e fare bene.

Perché i premi continui possono ritorcersi contro

Con i premi c'è un tranello noto. Quando un bambino viene pagato, in adesivi, caramelle o sorprese, per qualcosa che forse avrebbe fatto comunque, il premio può a poco a poco sostituire il piacere naturale del compito. Il bambino comincia a vedere l'attività come un lavoro fatto per un premio invece che come qualcosa che vale la pena fare in sé. Presto chiede «E io cosa ci guadagno?» per ogni cosa, e la motivazione che speravi di costruire è stata spostata in silenzio fuori da lui, dove dipende da te che continui a distribuire premi.

La differenza tra premiare e riconoscere

Festeggiare l'impegno e premiarlo non sono la stessa cosa. Un premio è qualcosa che si dà in cambio: fai questo, ricevi quello. Il riconoscimento è semplicemente attenzione e calore per quello che tuo figlio ha fatto. «Ti sei impegnato tanto su quel puzzle, non hai mollato» riconosce l'impegno senza trasformarlo in uno scambio. È questa la distinzione centrale. Puoi abbondare con il riconoscimento e andarci piano con i premi, e tuo figlio cresce bene proprio grazie a questa differenza.

Descrivi l'impegno che hai visto

Il riconoscimento più potente è preciso e onesto. Invece di un «bravo» generico, descrivi quello che tuo figlio ha fatto davvero: «Hai continuato a provare modi diversi per farlo stare in equilibrio», oppure «Hai riordinato tutto senza aiuto.» Descrivere l'impegno dice a tuo figlio che stavi davvero prestando attenzione e gli mostra esattamente cosa ha fatto che meritava di essere notato. Tiene anche lo sguardo sul processo, sul provare, e non solo sui risultati, ed è questo che lo rende disposto a impegnarsi sulla prossima cosa difficile.

Lascia parlare la bella sensazione

I bambini provano una vera carica quando riescono in qualcosa di difficile, e parte del tuo compito è proteggere quella sensazione invece di coprirla con un premio. Quando tuo figlio finisce qualcosa che ha trovato duro, puoi semplicemente rimandarglielo: «Sarai proprio orgoglioso, ti sei impegnato tanto.» Questo porta la sua attenzione sulla ricompensa interiore che c'è già. Un bambino che impara a notare la propria soddisfazione ha una fonte di motivazione che nessuna tabella di adesivi può dare e che non finisce mai.

I premi veri, al momento giusto

Niente di tutto questo vuol dire che i premi sono vietati. Hanno il loro posto per un obiettivo preciso e limitato nel tempo, imparare a usare il vasino, abituarsi a un nuovo orario della nanna, affrontare un'abitudine davvero difficile, dove un po' di motivazione in più aiuta un bambino a superare uno scoglio. Il segreto è usarli in modo voluto e per poco, poi farli sparire piano piano quando il nuovo comportamento si è consolidato, invece di ricorrere a un premio come risposta automatica a tutto ciò che fa tuo figlio.

Attenzione al linguaggio di tutti i giorni

È facile scivolare in abitudini da scambio senza accorgersene. «Se finisci la pappa, avrai il dolce» e «Fai il bravo e avrai una sorpresa» insegnano entrambi a un bambino a cercare l'affare. Spesso puoi riformularle seguendo l'ordine naturale delle cose: «Dopo cena arriva la frutta», che descrive la routine senza far penzolare un'esca. Piccoli cambiamenti di parole, ripetuti ogni giorno, costruiscono un bambino che fa le cose perché si fa così, non perché lo aspetta un premio.

Il legame al centro

Il riconoscimento più caldo ed efficace non costa niente e non si consuma mai: la tua attenzione, il tuo interesse e la tua gioia per tuo figlio. Un abbraccio, un sorriso condiviso, un momento di curiosità vera per quello che ha creato gli dicono che il suo impegno l'ha portato più vicino a te, che è la ricompensa più profonda di tutte. Quando dopo l'impegno arriva il legame e non il premio, i bambini continuano a provare perché fa stare bene e perché li avvicina alle persone che amano.

Quando la motivazione sembra mancare

Quasi tutti i bambini hanno una spinta naturale a esplorare, a padroneggiare e a contribuire, e un buon equilibrio tra riconoscimento e premi la tiene viva. A volte però un bambino sembra spento in modo persistente, senza interesse per cose che prima amava, o motivato solo dai premi, e questo si accompagna a cambiamenti nell'umore, nell'energia o nella partecipazione. Se uno schema così dura per settimane o ti preoccupa, vale la pena parlarne con il pediatra o con le educatrici, che possono aiutarti a capire se c'è in gioco qualcosa di più di un'abitudine.

Crescere un bambino motivato da dentro

L'obiettivo è un bambino che si impegna perché è soddisfacente, aiuta perché conta e impara perché è curioso, non perché c'è un premio in palio. Riconoscendo l'impegno con calore, proteggendo la bella sensazione naturale della riuscita e usando i premi veri solo con parsimonia, festeggi l'impegno senza trasformare tutto in una ricompensa. Cresci un bambino la cui motivazione vive dentro di lui, quella che dura tutta la vita.

Punto chiave: Riconosci l'impegno con calore e precisione, proteggi la soddisfazione naturale di fare bene e tieni i premi veri per obiettivi brevi e precisi, così la motivazione resta dentro tuo figlio invece di dipendere dai premi.

AAP, Positive discipline and motivation

CDC, Positive parenting tips